Fill batteria con The Drummer’s Rhythms and Fills di Cristiano Micalizzi

Nel volume Drummer’s Rhythms And Fills vengono affrontati i ritmi e i fill per batteria (vedi pdf) che caratterizzano i generi più diffusi nella musica Popular. Cerchiamo subito di dare una definizione corretta di ritmo e fill.

Il significato di “Ritmo” e di “Fill” per la batteria

Per ritmo s’intende, prendendo in prestito la definizione da Wikipedia, “una successione di impulsi o fenomeni, intervallati tra loro da uno spazio di tempo regolare e costante.”

Per Fill invece il discorso è più ampio. Il termine deriva dal phrasal verb “to fill in” cioè riempire. Quindi per fill s’intende uno spazio che va riempito con una frase musicale diversa dal ritmo (in genere orchestrata sul set), nello spazio che intercorre tra una sezione musicale e l’altra.

Come i batteristi interpretano fill e ritmi

In generale i batteristi sono più propensi a suonare bene i ritmi e a lasciarsi andare sui fill… Questo potrebbe generale problemi di tempo: è perciò consigliabile esercitare (anche grazie ai pdf in questa pagina) il proprio vocabolario di fill tanto quanto ci si esercita sui ritmi, per potersi permettere di rimanere solidi quando avviene il passaggio dal ritmo al fill e viceversa. (Più avanti vi mostro come.)

I capitoli del volume dedicato ai fill per batteria

In questo libro i capitoli sono organizzati in base al genere musicale che verrà trattato. Ogni capitolo è introdotto da due pagine che forniscono una breve storia del genere, oltre ad alcuni utili consigli di scelta sonora di legno della batteria, misure dei fusti e tipo dei piatti, a cui fanno seguito infine consigli sull’accordatura.

L’accordatura della batteria in base al genere da suonare

È molto importante saper accordare lo strumento in maniera consona al genere che si sta suonando. Il rischio nel trascurare questo aspetto è quello di suonare risultando poco convincenti. Naturalmente ogni genere musicale avrà delle misure specifiche per i fusti. Converrà altresì usare certi piatti piuttosto che altri e bisognerà prendere accorgimenti di accordatura diversi a seconda del contesto.

Terminata la parte introduttiva iniziale, si passa al vero e proprio lavoro progressivo. Ogni capitolo infatti inizia con uno schema di due pagine (come vedrete più avanti nei pdf) dove sono riportati i ritmi e i fill più caratteristici del genere preso in considerazione.

I ritmi poi verranno organizzati in esercizi di 4, 8, 16 battute e infine in uno spartito vero e proprio. Per citare le parole dello stesso Cristiano:

“Così come avviene quando si studia una lingua, si inizia prima imparando l’alfabeto, poi le parole e infine le frasi e i discorsi”.

I generi trattati nel metodo di batteria sui fill

I generi trattati nel libro sono:

  • Rock,
  • Rhythm & Blues,
  • Funk,
  • Blues,
  • Jazz,
  • Latin,
  • Reggae,
  • Fusion.

Per questioni di complessità dell’argomento, purtroppo non potrò accennare il contenuto di ogni singolo capitolo, come fatto in precedenza.

Nel capitolo successivo alla Fusion c’è un ulteriore capitolo dove si esplorano i pattern principali che vengono utilizzati con le spazzole

Ricordo che si chiama spazzola quella bacchetta costituita da fili sottili di metallo che vengono riuniti nel corpo principale, utili per suonare alcune sfumature musicali. Questo anche perché, a differenza delle bacchette, possono essere sfregate sulla pelle provocando un fruscio gradevole.

A fine libro invece è riportata una lista dei dischi più famosi in commercio divisi per genere, estremamente consigliato l’ascolto di ognuno di essi per cercare di assimilare a pieno lo stile che si sta affrontando.

Se questo è il libro più corposo della serie, sicuramente è stato il più facile da descrivere in quanto a organizzazione!

Dimostrazione introduttiva di un capitolo

Introduciamo quindi il primo capitolo del libro e parliamo di Rock. Il Rock è un genere che si sviluppa nel corso degli anni Cinquanta con l’avvento del Rock n’ Roll e si evolve nel ventennio successivo nel genere che conosciamo oggi.

Fill per batteria nel Rock, esempi in pdf

È un genere che al primo impatto può sembrare facile da suonare, soprattutto perché le nostre orecchie ne sono ormai sature. Tuttavia non bisogna sottovalutarlo o si rischia di risultare superficiali. Ovviamente il mondo è pieno di batteristi famosi che interpretano il Rock in un modo tutto loro e suonano molto diversamente gli uni dagli altri. Tuttavia tutti seguono delle linee guida generali, che sono appunto riportate nel primo capitolo.

Il Rock è un genere energico e si suona principalmente scandendo gli ottavi sul piatto (charleston o ride che sia) e enfatizzando i colpi di cassa e rullante con molta convinzione.

Nella pagina che vedete qui sotto, in realtà, gli ottavi appaiono tutti uguali, ma la cosa migliore da fare è accentare tutti i battere della battuta, dando più aggressività al ritmo. La cassa è perfettamente a tempo, mentre il rullante è leggermente indietro. Capire l’effetto che dà questo “elastico” è fondamentale per ottenere un risultato convincente.

Nella prima lezione che ho affrontato con Cristiano, mi ha detto una cosa molto importante che mi sforzerò di riportare nelle sue stesse parole:

“Esercitarsi sui ritmi è come per un pianista esercitarsi sulle scale, loro hanno le tonalità, noi le velocità”.

Come lavorare sulla batteria con le velocità di ritmi e fill

Quindi la prima cosa da fare, una volta che i ritmi di base sono stati compresi, è quella di organizzarli in un processo che io chiamo “routine delle velocità”.

Questo processo consiste nel suonare a tutte le velocità del range (che può essere estratto dall’ascolto dei dischi) di un dato genere tutti i ritmi e fill presentati nella pagina, senza interrompersi nel passaggio dall’uno all’altro.

Qui le versioni in pdf delle due pagine:

The Drummer’s Rhythms and Fills pagg 10 e 11
Le pagine 10 e 11 di “The Drummer’s Rhythms And Fills” di Cristiano Micalizzi, Ricordi editore MLR722

Nel video in realtà non ho potuto dimostrare tutti i ritmi suonati a tutte velocità per una evidente ragione di durata. Mi sono perciò limitato a dimostrare i primi quattro in tre velocità molto diverse tra loro.

Ho suonato in gruppi da 4 battute, tuttavia ciò può essere modificato se abbiamo l’esigenza di imparare un ritmo che non conoscevamo in precedenza, oppure per provare il passaggio ritmo/fill.

In generale però il mio consiglio è di non strafare e trovare un massimo numero di ripetizioni oltre il quale non andrei. Per ricordare cosa mi ha affettuosamente detto Cristiano:

“A un certo punto devi mandare avanti la baracca!”

Video Rhythm 1

Video Rhythm 2

Metodo Micalizzi per batteria The Drummer’s Rhythms And Fills apri qui la versione in pdf di pag. 15

The Drummer’s Rhythms and Fills pag 15 ritmi e fill batteria rock
La pagina 15 di “The Drummer’s Rhythms And Fills” di Cristiano Micalizzi, Ricordi editore MLR722 – clicca su immagine per aprire la versione in pdf

Nel secondo video mi sono invece focalizzato sullo spartito completo di batteria.

L’esercizio finale del capitolo

Da come potete vedere, sono presentati alcuni dei diversi ritmi e fill delle prime due pagine, mescolati tra loro.

Bisogna stare attenti a quando lo spartito segnala di andare sul ride e non suonare perciò tutto sul charleston. Noterete che anche in questo caso mi sono registrato e riascoltato per controllare se andavo a tempo.

Ripeto ancora una volta: questa è la take migliore, non la prima che ho fatto, sempre perché voglio farvi vedere il risultato, ma il processo per arrivarci è più lungo e articolato.

Il suono della batteria nel ritmo Rock

Per quanto riguarda il suono tenete a mente quanto detto finora: il rock è un genere energico e ha perciò bisogno che si sentano bene cassa, rullante, charleston e ride. Il rullante è leggermente indietro sul tempo ed è suonato con la tecnica Rimshot. (Vedi articolo precedente).

Come suonare il Rock con le diverse parti della batteria

La cassa è suonata con il tacco su e deve uscire in maniera prepotente. Per quanto riguarda il charleston bisogna stare attenti a non suonarlo con la punta della bacchetta troppo sul bordo. Come mi ha detto Cristiano il charleston è una “batteria nella batteria”, è molto importante il tappeto di note che esso produce, è la colla che tiene in piedi il ritmo e il punto di riferimento su cui gli altri musicisti si appoggiano. Deve perciò avere un suono scandito e bilanciato rispetto al resto del set.

I fill possono essere l’elemento che rischia maggiormente di riportarci fuori tempo. Isolate quindi le parti prima di fare il tentativo completo, e provatele finché non scorrono gradevolmente.

Nello spartito le figure di cassa e di rullante si spostano continuamente in base ai ritmi e ai fill. Come faccio allora a rimanere a tempo? La risposta dovreste conoscerla ormai. L’ostinato, con la mano destra sia sul ride che su charleston, e infine quando passo in quarti nell’ultima parte è il mio principale riferimento per andare a tempo.

Consigli per l’approccio al libro

Lo studio dei ritmi e dei fill nei vari stili musicali è fondamentale per costruire un proprio vocabolario di accompagnamento nei brani. Avere un’infarinatura nella conoscenza dei diversi stili musicali vi permetterà di essere eclettici e di adattarvi a qualsiasi situazione vi si possa parare davanti.

Cercate di studiare sempre questi ritmi dandogli un senso e non trattandoli come semplici esercizi. In quel caso suoneranno appunto come esercizi e voi potreste risultare non convincenti se vi dovesse capitare di suonarne qualcuno in un contesto che sia fuori dalla vostra sala studio. Ogni genere ha la sua peculiarità di suono e solo l’ascolto della discografia consigliata vi potrà aiutare a trovare il suono adatto alle situazioni.

Se non conoscete un ritmo o un fill, mettetevi a cavalcioni del CD fin dall’inizio, finché non riuscite ad assimilarlo. Quando avrete una consapevolezza maggiore, cominciate la routine delle velocità.

Suonare gli esercizi di sviluppo e soprattutto registrarli, vi darà la conferma se avete preso la direzione giusta nella fase iniziale

Mi raccomando: cercate di fare caso tanto al tempo quanto al suono.

Cercate inoltre di passare tanto tempo a lavorare sui passaggi dai ritmi ai fill. Il problema di molti batteristi, spesso, è che quando si arriva a quel passaggio ci sia un calo netto nella qualità dell’esecuzione. Ripetere costantemente ed esclusivamente quei passaggi, vi aiuterà ad acquisire più sicurezza e una maggiore qualità del suono. Questo processo vi tornerà utile anche per suonare i brani.

Inoltre questo libro vi offre anche gli strumenti per migliorare la vostra capacità di lettura a prima vista, confrontandovi però con la difficoltà maggiore che comporta leggere un intero ritmo, dove sono scritte 2 o più linee insieme.

Nella prossima puntata…

Analizzeremo nel dettaglio il libro The Drummer’s Play Along, parlando quindi di basi musicali su cui praticare l’esercizio di stile.

Ricordo che per ognuno dei libri trattati dividerò l’articolo in tre parti: nella prima espongo brevemente i concetti contenuti nel volume, nella seconda dimostrerò e spiegherò il primo capitolo del medesimo, con video inclusi e nella terza spiegherò l’approccio che adotto nello studio degli argomenti contenuti.

Qui la mappa agli altri articoli:

Presentazione del Metodo per batteria Drumming System di Cristiano Micalizzi;

The Drummer’s Reading (libro Rosso) dedicato alla lettura di base;

The Drummer’s Technique (libro Verde) il libro sulla tecnica;

The Drummer’s Play Along (libro Arancione) è il volume con le basi “Play Along”.

A cura di Lorenzo Pisilli

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13 Ottobre 2022
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