Copertina di La campana sommersa | Da Hauptmann a Respighi

Eduardo Ciampi “La campana sommersa” da Hauptmann a Respighi
Il Soprannaturale della Natura (Irfan, 2016) pagg. 128 – € 17,00 – Acquistalo da noi in sede

Nel regno aereo, quello dell’Anima Mundi, vi sono le forze nascoste della natura. Il mondo celtico dei Fairies, i Jinn della tradizione musulmana, ovvero gli spiriti elementari. 

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Questi esseri abitano un piano più sottile di quello materiale, ma più grossolano rispetto a quello angelico. Sono loro gli attori principali di questa storia tratta dall’omonimo dramma fiabesco del tedesco Gerhardt Hauptmann (Premio Nobel della letteratura nel 1912). Trasformata in opera dal celebre compositore italiano del XX secolo Ottorino Respighi (noto più per i suoi accattivanti poemi sinfonici che per le sue opere liriche).

Dalle parole di Clive Staples Lewis (L’ultima notte del mondo) è possibile intuire il significato del sottotitolo assegnato da Eduardo Ciampi al presente saggio:

“Se il ‘naturale’ significa quel che può essere inserito in una categoria, quel che obbedisce a una norma, quel che può essere confrontato parallelamente, ciò che può essere spiegato in riferimento ad altri eventi, allora la natura stessa nel suo insieme non è naturale.”

La Campana Sommersa intreccia le vicende di un mondo umano, troppo umano, al misterioso mondo intermedio ‘soprannaturale’.

Enrico è un artista alla ricerca del Mistero della Bellezza e dell’Assoluto. Sarà attraverso l’elfe Rautendelein – figura femminile giovane, aggraziata, immersa in una natura sognante e magica, sorta di fluido dell’Amore, che potentemente seduce, ispira, trasfigura e rigenera ogni cosa – che egli proverà a dare profondità alla sua esistenza e alla sua indagine artistica e spirituale.

Questo è il tema, tanto esaltante, quanto in fin dei conti pericoloso e doloroso, che pervade il dramma.

Ampie e documentate criticamente risultano le note contenute nei capitoli che trattano della trasposizione musicale dell’opera letteraria.

Le parti dedicate all’aspetto tecnico prettamente musicale, oltre a facilitare una presa di contatto con la temperie artistica in cui erano immersi i compositori del primo novecento, focalizzano nel recupero di una certa tradizione neo-modale o “antica” proprio quella dimensione spirituale che si era cercato di evidenziare nella simbologia del testo letterario.

Ma oltre il doveroso accenno agli intenti estetici propri alla cosiddetta “generazione dell’Ottanta” cui apparteneva Respighi, erompe, al momento di affrontare l’analisi specifica della Campana sommersa, un fascino magnetico che pone l’opera aldilà di qualsiasi recupero tradizionale, per trascinarla all’interno di un connubio fra atmosfere di magia e laceranti dissidi con la dura realtà dell’esistenza dell’uomo-artista.

Il saggio, secondo della collana Melodramma e Filosofia Perenne, stimola dunque la riflessione su quel misterioso e insondabile aspetto soprannaturale della natura. Nell’aprile del 2016, pochi mesi dopo la pubblicazione del presente saggio, c’è stata a Cagliari una valida rappresentazione de La Campana Sommersa. Direzione d’orchestra di Donato Renzetti e regia di Pier Francesco Maestrini. Questa, grazie alle registrazioni della casa discografica Naxos, potrà essere fruita su DVD da chiunque voglia godere delle sue straordinarie qualità espressive.

Andrea Bonfanti

 

25 Luglio 2020

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