
Recensione a cura di Eduardo Ciampi del libro di Riccardo M. De Paoli “Dido and Aeneas – da Virgilio a Purcell – Tra Passione e Dovere” (Edizioni Irfan, 2025) pag. 80 – € 12,00
Enea e Didone in melodramma
Nella sua lodevole sinteticità, questa sesta monografia della collana Melodramma e Filosofia Perenne – mostra come le drammatiche vicende di Enea e Didone, personaggi principali del IV libro dell’Eneide di Virgilio, siano state efficacemente tradotte in melodramma dal compositore barocco inglese Henry Purcell (1659-1695), attraverso il testo del librettista Nahum Tate (1652-1715).
Su questo episodio letterario egli seppe costruire, in maniera impeccabile, un breve melodramma capace di offrire interessanti sfumature psicologiche, attraverso costruzioni musicali realizzate con notevole successo.
Riccardo De Paoli
L’autore, Riccardo De Paoli, è ben riuscito a individuare dalla fonte originale e dal libretto, nonché dall’apparato musicale operistico, una delle più potenti forme di dualismo capaci di saper straziare l’animo umano: la Passione e il Dovere.
Didone
Presente nel sottotitolo del saggio, tale dualismo irrisolto è soprattutto evidente nel debole comportamento di una Didone, la quale rappresenta un femminile nel suo processo di decadenza, che non sembra più rispondere a quello tipicamente tradizionale dell’antica Grecia.
Enea
Anche in Enea appaiono incertezze e dubbi, tuttavia la sua scelta finale di seguire il volere degli dei lo schiera dalla parte del dovere, a dominio della passione, nel ruolo comunque eroico del precursore della romanità, affidatogli da Virgilio.
La celebre aria finale
Doveroso ricordare la celebre, straziante, aria finale di Didone, prima del suo suicidio (When I am laid in earth), nella tonalità di sol minore, in forma di passacaglia su basso ostinato, composta da un testo di poche parole e da frasi musicali ripetute con l’ausilio dell’a-capo.
Nel “Lamento di Didone”, Purcell riesce a dare il meglio di se stesso, ricollegandosi direttamente alla tradizione italiana del “lamento” inaugurata da Claudio Monteverdi, e formalizzata poi nell’opera, dai suoi successori: intense arie melodicamente discendenti (spesso in maniera cromatica), in modalità minore, con accompagnamento di basso ostinato.
Nota sull’autore
Riccardo M. De Paoli è nato a Verona, ma risiede da molti anni a Roma, dove svolge attività di Docente di Lettere in un Liceo Scientifico.
Laureato in Topografia cristiana e medievale, è autore di diverse pubblicazioni e ricerche (anche per la rivista I Quaderni della Sapienza, delle edizioni Irfan).
INDICE
- Prefazione (del Curatore)
- Didone ed Enea, un Mito senza fine
- Introduzione
- La storia
- I protagonisti
- Le fonti e i modelli
- La Didone di Ovidio
- Da Anna a Anna Perenna
- Eredità virgiliana nei secoli
- Dido and Aeneas di Henry Purcell
- La particolare fortuna del mito nell’Inghilterra del XVII secolo
- Un compositore barocco inglese
- Dido & Aeneas
- Breve guida all’ascolto
- Bibliografia
- Indice analitico


