John Ruskin e la musica copertina

E. Ciampi / A. Di Adamo, John Ruskin e la Musica, attraverso l’arte figurativa
(Discendo Agitur, 2026) – pag. 112 – €16,00

John Ruskin e la musica

Cinque anni dopo la prima stampa, è stata pubblicata una nuova edizione, riveduta e ampliata (inserita nella collana Contemplata aliis tradere, promossa dall’associazione romana Anagogia), di un libricino assai accattivante per chi ama la musica e non solo…

Scritta a quattro mani, da un traduttore anglista (Eduardo Ciampi) e da un musicista (il M° Alessandro Di Adamo), la pubblicazione si presenta al lettore come un’accattivante, sintetica, antologia commentata di brani tratti dalla vasta opera saggistica di John Ruskin.

Del famoso intellettuale inglese del XIX secolo, al di là delle sue conclamate qualità di artista figurativo e di critico d’arte, vengono qui messe in evidenza le sue affinità con la musica, provando a coglierne i profondi afflati spirituali.

Questo breve saggio antologico riesce ad avvicinare il musicofilo e al contempo l’amante dell’arte figurativa attraverso le traduzioni di passi che afferiscono alla sfera sonora e a quella visuale, il più delle volte uniti in un’unica visione del bello. Quale esperto cultore dell’arte figurativa, Ruskin tende a farci comprendere la realtà musicale attraverso il caleidoscopio d’immagini fatte di linee, colori e spazi vuoti, proprio come la musica si avvale di note, pause, e indicazioni di tempo e di colore, nel tentativo di riconciliare le due sfere sensoriali (visiva ed uditiva) spesso poste in contrapposizione. [La redazione]

INDICE

  • Prefazione
  • Introduzione
  • Musica d’immagini
  • Frammenti di Storia della Musica
  • Musica ed Arte figurativa
  • Filosofia ed Etica della Musica
  • Teologia della Musica
  • Riflessioni conclusive
  • Postfazione (del M° Alessandro Bacchiega)
  • Bibliografia
  • Indice analitico

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Una raccolta ragionata di citazioni tratte dall’opus di John Ruskin (1819-1900). Formalmente riconosciuto come critico d’arte, di fatto personalità che andava decisamente oltre tale limitante appellativo. L’opera tende a cogliere gli afflati spirituali dell’arte ‘immaginifica’ dei suoni e dell’arte musicale delle immagini.

John Ruskin ha saputo cogliere nei due differenti ambiti sensoriali della vista e dell’udito possibilità d’incontro e di reciproca relazione.

Questa pubblicazione risulterà sicuramente assai appetibile al musicofilo, all’appassionato d’arte e a chi vuole indagare nell’ambito filosofico dell’estetica.

Dalla lettura di questo studio sarà facile cogliere come il nostro intellettuale inglese tendesse a trovare affinità tra queste due arti. Lui le considerava l’eccellenza in quanto riferite ai più elevati organi sensoriali: vista e udito. Ciò a indicare, attraverso il godimento della loro bellezza, la via per trarne i dovuti insegnamenti etici ed educativi (seguendo peraltro il pensiero di Platone).

Ruskin, esperto cultore dell’arte figurativa, tende a farci comprendere la realtà musicale attraverso il caleidoscopio d’immagini fatte di linee, colori e spazi vuoti. Proprio come la musica si avvale di note, pause e indicazioni di tempo e di colore.

10 Maggio 2026

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