
[A cura di Eduardo Ciampi]
Il pianista austriaco, naturalizzato statunitense Paul Wittgenstein (1887-1961) – che fin da bambino fu a contatto con importanti personalità della musica come Johannes Brahms, Gustav Mahler e Richard Strauss – era fratello del famoso filosofo Ludwig Wittgenstein e sembrava avviarsi verso una carriera brillante come esecutore e concertista.
Tuttavia ebbe la sventura di perdere, a causa di gravi ferite, il braccio destro nel 1914, durante la prima guerra mondiale. Decise comunque di continuare a esibirsi con una sola mano: a tal motivo scrisse varie riduzioni di pezzi per sola mano sinistra e attraverso brani nuovi composti espressamente per lui – commissionati a vari famosi compositori – riuscì a tornare a suonare nelle sale da concerto.
Suonare il piano soltanto con la mano sinistra
Si rivolse infatti a famosi compositori come l’inglese Benjamin Britten, l’austo-ungarico Franz Schmidt, l’austriaco naturalizzato poi statunitense Erich Wolfgang Korngold, i tedeschi Paul Hindemith e Richard Strauss, il polacco Alexandre Tansman, il francese Maurice Ravel e il russo Sergej Prokofiev, i quali vennero incontro alle sue specifiche richieste.
Molti dei brani commissionati da Wittgenstein sono ancora oggi frequentemente suonati – a motivo del loro buon livello espressivo – da pianisti normo-dotati. In primo luogo, il famoso e apprezzato Concerto per pianoforte e orchestra per la mano sinistra, in un unico movimento, scritto da Ravel nel 1930.
Il pianista, musicologo e famoso romanziere Anthony Burgess ci dice a tal proposito:
“Ravel era un uomo dotato di grande delicatezza e di enorme compassione. Il concerto per pianoforte che compose per Paul Wittgenstein (fratello del filosofo) ne è un chiaro esempio. […]. Il brano, a mio parere, è assai complesso da suonare anche a due mani.” (1)

Il concerto si apre con un misterioso arpeggio dei contrabbassi(2) (con le corde che suonano a vuoto per poter ottenere suggestivi effetti degli armonici) che vengono a formare progressivamente – grazie anche all’intervento prima dei fagotti, poi dei corni e infine degli archi assieme alla piena orchestra – una solida forma strutturale.
È l’orchestra dunque a presentare un abbozzo del tema, ripreso in seguito dall’intervento del pianoforte che lo porterà a notevoli livelli espressivi, per realizzare poi una cadenza insolita che si riconnetterà più volte con l’orchestra. Viene poi introdotta una sorta di marcia, ritmicamente dinamica (ricca di originali elementi percussivi), dove il pianoforte disegna una melodia accattivante e vivace. Ravel crea qui volontariamente una certa ambiguità fra tempi binari e ternari, capace di affascinare l’ascoltatore, sino alla trionfale e fantasmagorica coda finale.
Pare, tuttavia, che Wittgenstein non fosse completamente soddisfatto di questa composizione. Per gli appassionati e gli addetti ai lavori, mettiamo anche a questo link un video in cui è possibile seguire l’intera partitura per orchestra e pianoforte.

A dire il vero, già dagli anni venti altri tre noti compositori avevano contribuito a questa particolare letteratura pianistica per sola mano sinistra:
- Eric Wolfgang Korngold, col Concerto per pianoforte (mano sinistra) e orchestra (1922);
- Paul Hindemith, col Concerto per pianoforte (mano sinistra) e orchestra (1923);
- infine il celebre compositore tedesco Richard Strauss con il Paregon sulla Sinfonia Domestica per pianoforte (mano sinistra) e orchestra (1925).
Nel 1931 Sergej Prokofiev compose appositamente per Wittgenstein il Concerto per pianoforte (mano sinistra) e orchestra N. 4, in SI bemolle maggiore.

Il problema principale del compositore russo fu quello di realizzare un lavoro dove il pianista non sfigurasse nonostante la menomazione, cercando soprattutto di non suscitare negli ascoltatori sentimenti di compassione per quella particolare situazione: il compositore risolse il problema integrando completamente la parte pianistica a quella orchestrale.
Il rifiuto di Paul Wittgenstein a Prokofiev
Wittgenstein – che aveva gusti musicali piuttosto romantici e che quindi non tollerava lo stile spesso dissonante e aspro di Prokofiev (qui il video con la partitura) – disse di non riuscire a comprendere il concerto e quindi prese la decisione, peraltro abbastanza scortese rispetto all’autore, di non volerlo mai suonare in pubblico.

Nel 1940 sarà l’inglese di Benjamin Britten a scrivere per il pianista mutilato le Diversions, per pianoforte (solo mano sinistra) e orchestra op. 21, composizione – costruita su un tema e undici variazioni – che nell’introduzione, richiama a mente l’analogo Concerto di Ravel.
Wittgenstein e Britten
L’esigente pianista austriaco si lamentò tuttavia di alcuni aspetti dell’orchestrazione di questa sinfonia concertante, tanto che Britten, obtorto collo, decise di apportare alcune modifiche che andavano incontro alle richieste dell’esecutore. In seguito se ne pentirà e dopo il 1950 revisionerà la partitura per creare una sua versione ufficiale che avrebbe reso la precedente obsoleta. Wittgenstein ne mantenne i diritti d’esecuzione per molti anni, ma ciò non impedì ad altri pianisti normo-dotati d’eseguirla, eccola (anche a questo link direttamente su YouTube).
Da ricordare poi il Pièce Concertante, di Alexandre Tansman, del 1943, rimasto incompleto e il Concerto in Mib per pianoforte (mano sinistra) e orchestra, di Franz Schmidt (1943), compositore che scrisse anche due Quintetti per pianoforte (mano sinistra), clarinetto, violino, viola e violoncello (uno in La e uno in Si) e un Trio in Sol minore per pianoforte (mano sinistra), clarinetto e viola.
Composizioni pianistiche scritte per la sola mano sinistra
Dunque le composizioni pianistiche scritte per la sola mano sinistra, dimostrano – come il lettore avrà potuto constatare con l’ascolto dei vari link finora proposti – che le capacità espressive dello specifico strumento, seppur decurtato della presenza attiva della mano destra, sono sempre elevatissime.
Ovviamente dobbiamo ringraziare la maestria di quei vari compositori del XX secolo che si sono cimentati in questo nuovo genere di composizione per pianoforte e orchestra.(3)
NOTE
- 1) “Unravelling Ravel”, da The Devil prefers Mozart, pag. 315.
- 2) Qualcosa di simile avviene all’inizio di Das Rheingold di Richard Wagner.
- 3) Paradossalmente, entra qui in gioco anche la particolare situazione drammatica dello sfortunato pianista, nonché la sua assai agiata situazione finanziaria, tale da potersi permettere tutte quelle commissioni ai più grandi musicisti dell’epoca.




