
A cura di Eduardo Ciampi
Parlare di musica rinascimentale e di pianoforte moderno sembra un accostamento azzardato per ovvi motivi di storia degli strumenti musicali. Il pianoforte fu inventato in Italia da Bartolomeo Cristofori all’inizio del XVIII secolo.
Eppure vogliamo oggi richiamare l’attenzione del lettore su un particolare filone di letteratura pianistica, alimentato dalla musica del XVI secolo, che ha permesso a tre grandi compositori del XX secolo di esprimerla in maniera eccellente, attraverso lo strumento moderno del pianoforte.
Tre compositori del XX secolo riscrivono il pianoforte rinascimentale
Paradossalmente, si tratta di tre artisti – Respighi, Vaughan Williams e Rodrigo – che non hanno avuto nella musica pianistica il loro punto di forza, quantomeno a livello cameristico (1). Hanno anzi brillato soprattutto per la loro musica orchestrale.
Fu Ottorino Respighi, nel 1917, a pubblicare una prima versione pianistica di antiche arie e danze dall’intavolatura originale per liuto (2), che poi prenderanno maggior corpo nelle versioni orchestrali suddivise in tre serie.
Utilizzando con discrezione le maggiori possibilità dello strumento moderno, Respighi offrì ai pianisti del XX secolo e al pubblico un repertorio nuovo, originale e decisamente affascinante.
Gli sviluppi degli anni ’30
Nel 1930, in Inghilterra, il famoso compositore sinfonico Ralph Vaughan Williams offrirà un altro determinate contributo a questo particolare repertorio pianistico. Quindi, nel 1939, sarà poi Joaquin Rodrigo in Spagna – appartenente a una generazione successiva a quella di Respighi (musicista che evidentemente conosceva e ammirava) e di Vaughan Williams – a compiere un’operazione analoga, con una sua brillante trascrizione.
Ottorino Respighi
Ottorino Respighi (1879 – 1936) nato a Bologna e cresciuto, nel suo apprendistato musicale, in Russia (dove ebbe lezioni di orchestrazione dal celebre Nicolaij Rimskij Korsakov) e in Germania, diede gloria al poema sinfonico attraverso la trilogia romana (I Pini di Roma, Le Fontane di Roma, Le Feste Romane) che ebbe un enorme successo internazionale.
Tuttavia egli si dedicò anche al melodramma e a molti altri generi musicali, concentrando spesso la sua attenzione sull’arte sonora antica: dal gregoriano alla musica rinascimentale.
Le sue Antiche Danze e Arie per Liuto (1917/19) sono soprattutto note nella versione per orchestra in tre suite (di cui esiste anche una versione per pianoforte a quattro mani, ma solo delle suite 1 e della 3 che potete ascoltare qui.
Otto brani da non perdere
La trascrizione pianistica che affronteremo è composta di una selezione di otto brani particolarmente efficaci.
- Il primo brano, Balletto detto il conte Orlando, del liutista genovese Simone Molinaro, è un pezzo elegante e brillante che bene ci introduce allo spirito della corte rinascimentale;
- la Villanella, di anonimo, è stata trascritta dal maestro bolognese con grande cura nel riuscire a realizzare quel debito contrasto di colore e d’intensità dei suoni che il liuto riusciva a rendere;
- la Gagliarda, di Vincenzo Galilei (padre dello scienziato Galileo – il quale diede un notevole contributo alla nascita del melodramma – lancia il pianoforte in una danza varia e affascinante;
- l’Italiana, di anonimo, propone un’altra danza, delicata e leggera;
- il quinto brano è una Siciliana, di anonimo, caratterizzata da un accompagnamento continuo, che assume maggiore potenza quando si trasforma attraverso ottave d’accompagnamento e viene arricchita dall’abbellimento di rapide scale;
- la Passacaglia, del Conte Ludovico Roncagli, nella ripetizione del suo schema, arricchito da nuove soluzioni ritmiche e abbellimenti vari, chiude la raccolta, che potrete ascoltare qui.
Per la pubblicazione del 1919 di Ricordi, Respighi completerà l’opera con le trascrizioni pianistiche di altri due brani:
- le Campanae Parisienses, attribuito a Marin Marcenne, un brano armonicamente assai intenso e dalle sonorità suggestive. A dire il vero, la versione orchestrale di questo specifico brano (presente nella suite N. 2), risulta a nostro parere decisamente più efficace e profonda;
- infine la Bergamasca, di Bernardo Gianconcelli una danza vivace e incalzante che chiude la raccolta in bellezza, e che sarà possibile godere a questo link.
Ralph Vaughan Williams
Ralph Vaughan Williams (1872 – 1958) è una figura centrale della musica inglese del XX secolo, capace di spaziare dalla musica corale ai poemi sinfonici, spesso descrittivi delle bellezze della campagna inglese, senza disdegnare l’intimità della musica cameristica.
Allievo di Ravel a Parigi, sviluppò un notevole stile personale, caratterizzato dalla scrittura modale e da un originale utilizzo dell’orchestra, sfruttata al meglio nelle sue nuove possibilità timbriche.
Definirei l’Hymn Tune Prelude on ‘Song 13’, una vera e propria perla, capace di valorizzare le possibilità espressive che il pianoforte poteva trarre da questa composizione di fine Rinascimento inglese, composta da Orlando Gibbons, famoso virginalista rinascimentale. Anche lui, al pari di Respighi, ci ha lasciato una splendida versione orchestrale di questa eccezionale composizione.
Il brano trascritto per pianoforte dal musicista britannico nel 1930 presenta preziose sottigliezze armoniche, nonché contrappuntistiche a più voci, che l’esperto potrà apprezzare meglio grazie a questo link con partitura musicale.
Presumo che il prezioso brano del compositore inglese del XX secolo Gerald Finzi, Eclogue per pianoforte e orchestra d’archi, sia stato direttamente ispirato da questa favolosa trascrizione di Vaughan Williams, come si potrà notare qui.
Joaquin Rodrigo
Il compositore spagnolo Joaquin Rodrigo (1901-1999) noto per il suo celebre Concerto de Arajuez per chitarra e orchestra, non vedente sin dalla nascita, volle anche lui dare un contributo allo strumento pianistico, ispirandosi al Rinascimento spagnolo.
Nei 5 Piezas del Siglo XVI, anno 1939 (5), scritti nel medesimo spirito delle precedenti trascrizioni dei suoi colleghi europei, è riuscito perfettamente nel suo intento come i cinque brani seguenti dimostrano:
- Diferencias sobre el “Canto el Caballero”, di Antonio de Cabezón;
- le due Pavane, di Louis de Milán, assai celebre liutista spagnolo;
- la Pavana, di Enríquez de Valderrábano,
- la Fantasía que contrahace la harpa del Ludovico, di Alfonso Mudarra.
NOTE
- L’italiano è noto soprattutto per i suoi poemi sinfonici e per loro qualità nel sapiente utilizzo della tavolozza orchestrale, tuttavia per pianoforte e orchestra compose due concerti (Concerto in LA minore e Concerto in modo misolidio), una Toccata e una Fantasia slava; non vanno poi trascurati i suoi splendidi Tre preludi sopra melodie gregoriane per solo pianoforte. L’inglese fu autore di ben nove sinfonie e di musica sinfonico-corale di grande spessore (compose un Concerto per pianoforte e orchestra in DO e una Introduzione e Fuga per due pianoforti e pochi altri brani per solo pianoforte). Lo spagnolo è noto soprattutto per i tanti brani orchestrali e solistici in cui è il popolare strumento a sei corde della chitarra ad avere preminenza (anche lui compose comunque un Concerto per pianoforte e orchestra ed alcuni brani per solo pianoforte).
- Nel 1919 completerà l’opera con le trascrizioni pianistiche di altri due brani (gli ultimi della raccolta che andremo qui ad analizzare).
- Vi fu anche una notevole differenza di longevità: i 57 anni di Respighi contro i 98 di Rodrigo.
- Basta ascoltare l’utilizzo degli specifici strumenti d’orchestra di alcuni suoi brani sinfonici, nonché le strutture armoniche da lui utilizzate, per comprendere quanto bene lo spagnolo avesse assimilato la lezione musicale dell’italiano.
- Anche per questi brani, il compositore s’è pazientemente dedicato a una versione orchestrale.



