Primo piano di una mano che seleziona negativi di film su una lightbox illuminata in un ambiente da studio

Hai ricevuto una email da COPYTRACK che ti chiede di dimostrare di avere il diritto di utilizzare una fotografia oppure di pagare una somma per averla pubblicata sul tuo sito? Non ignorare la comunicazione, ma nemmeno dare per scontato che l’importo richiesto sia automaticamente dovuto. Ecco cosa verificare, quali documenti cercare e come comportarsi.

Se gestisci un blog, un sito aziendale o una pubblicazione online, prima o poi potresti imbatterti in un nome che sta diventando sempre più noto nel campo della tutela dei diritti sulle immagini: COPYTRACK.

Cosa fa Copytrack?

La società si occupa di individuare sul web fotografie e altre immagini che, secondo i titolari dei relativi diritti, sono state pubblicate senza una licenza o un’autorizzazione valida.

Quando viene individuato un possibile utilizzo non autorizzato, COPYTRACK può contattare il gestore del sito chiedendo informazioni, documentazione relativa alla licenza oppure proponendo una soluzione economica per definire la posizione.

Una questione tutt’altro che teorica

Anche un’immagine pubblicata anni fa può essere oggetto di una contestazione.

Ma cosa significa esattamente ricevere una richiesta COPYTRACK? È necessario pagare? È sufficiente eliminare la fotografia? E soprattutto: come si verifica che la richiesta sia effettivamente fondata?

In questo articolo cerchiamo di rispondere a queste domande sulla base della normativa italiana ed europea e, soprattutto, delle informazioni ufficiali disponibili.

COPYTRACK: cos’è?

COPYTRACK è una società con sede a Berlino che opera nella tutela e nella gestione dei diritti relativi alle immagini pubblicate online.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa, i titolari dei diritti possono affidarle un mandato per individuare sul web eventuali riproduzioni non autorizzate delle proprie fotografie e per gestire le successive contestazioni.

Il sistema prevede quindi, in estrema sintesi:

  1. il titolare dei diritti mette a disposizione di COPYTRACK le proprie immagini;
  2. il sistema individua possibili pubblicazioni online;
  3. il titolare conferisce uno specifico mandato per procedere nei confronti del soggetto che ha pubblicato l’immagine;
  4. COPYTRACK contatta il gestore del sito;
  5. il destinatario può dimostrare di avere una licenza o un’altra valida giustificazione;
  6. in assenza di una valida autorizzazione, possono essere proposte una compensazione economica o una licenza successiva, secondo le condizioni del caso.

È quindi importante chiarire subito un equivoco: COPYTRACK non è semplicemente un servizio che invia email casuali a chiunque utilizzi una fotografia. La società dichiara di agire sulla base di mandati ricevuti dai titolari dei diritti.

Questo, però, non significa che ogni richiesta economica ricevuta debba essere automaticamente accettata.

Ho ricevuto una richiesta COPYTRACK: devo pagare?

Non necessariamente.

La prima cosa da fare è capire esattamente perché è stata inviata la richiesta e verificare se esiste realmente una violazione.

La stessa COPYTRACK indica tra le possibili situazioni da verificare l’esistenza di una licenza, un’autorizzazione o altre giustificazioni previste dalla normativa.

Questo punto è fondamentale perché una richiesta di pagamento non equivale, di per sé, a una sentenza che abbia già stabilito l’esistenza di una violazione e l’ammontare del danno.

Se ritieni di avere il diritto di utilizzare la fotografia, devi quindi ricostruire la storia dell’immagine e cercare le prove che possano dimostrarlo.

La prima cosa da verificare: chi possiede i diritti sulla fotografia?

Una delle verifiche più importanti riguarda la titolarità dei diritti.

COPYTRACK dichiara che il destinatario può visualizzare, attraverso l’area riservata associata alla pratica, informazioni relative al mandante e al mandato ricevuto.

È ragionevole quindi verificare:

  • chi è il presunto titolare dei diritti;
  • quale fotografia viene contestata;
  • quale diritto viene fatto valere;
  • quale rapporto esiste tra il titolare e COPYTRACK;
  • quale utilizzo della fotografia viene contestato;
  • quali sono le prove dell’avvenuta pubblicazione.

Non bisogna confondere la domanda “ho utilizzato questa fotografia?” con la domanda, altrettanto importante, “chi ha effettivamente il diritto di chiedermi di cessarne l’utilizzo e di ottenere un’eventuale compensazione?”.

E se avevo una licenza?

In questo caso la situazione può cambiare radicalmente.

Se hai acquistato la fotografia attraverso una banca immagini o un servizio di stock, cerca immediatamente la documentazione relativa alla licenza.

Potrebbero essere utili:

  • fattura;
  • ricevuta;
  • email di acquisto;
  • screenshot dell’account;
  • cronologia dei download;
  • numero della licenza;
  • contratto o condizioni d’uso;
  • documentazione relativa all’abbonamento (es. Envato Elements o altri…).

Non basta però aver acquistato “una fotografia”: occorre verificare che la licenza consentisse esattamente l’utilizzo effettuato.

Una licenza può infatti prevedere limitazioni relative, per esempio, all’uso commerciale, alla pubblicazione online, alla pubblicità, alla stampa o ad altri impieghi.

È quindi importante poter dimostrare non soltanto di aver ottenuto l’immagine, ma di aver ottenuto il diritto di utilizzarla nel modo in cui è stata effettivamente utilizzata.

“Ma la fotografia l’avevo trovata su Internet”

Questo è uno degli errori più comuni.

Il fatto che un’immagine sia facilmente reperibile attraverso Google, Pinterest, social network, blog o altri siti non significa che sia liberamente utilizzabile.

La fotografia può essere stata copiata da un sito all’altro senza autorizzazione e può quindi essere presente online in numerose copie, pur continuando ad appartenere al suo autore o ad altro titolare dei diritti.

Lo stesso vale per le immagini che riportano il nome del fotografo.

Citare l’autore non significa avere una licenza

Indicare correttamente il nome del fotografo è una buona pratica, ma non sostituisce automaticamente il diritto di riproduzione.

Per utilizzare un’immagine protetta occorre generalmente avere un’autorizzazione, una licenza oppure trovarsi in una situazione per la quale la legge prevede una specifica eccezione o limitazione.

E se ho modificato, ritagliato o ridimensionato la fotografia?

Anche questo, di per sé, non risolve il problema.

Un’immagine protetta non diventa automaticamente liberamente utilizzabile perché è stata:

  • ritagliata;
  • ridimensionata;
  • compressa;
  • modificata nei colori;
  • inserita in una grafica;
  • sovrapposta a testo;
  • parzialmente modificata.

Il fatto che l’immagine presente sul sito non sia identica al file originale non significa necessariamente che sia venuto meno il diritto del titolare.

Ho già cancellato la fotografia: il problema è risolto?

Non proprio.

La rimozione dell’immagine è certamente importante per interrompere l’eventuale utilizzo futuro, ma non cancella automaticamente l’eventuale utilizzo precedente.

Se una fotografia è stata pubblicata senza autorizzazione per un determinato periodo, il titolare può sostenere di avere subito un pregiudizio relativo a quel periodo anche se l’immagine è stata successivamente rimossa.

Per questo motivo, se ricevi una contestazione relativa a una fotografia che hai già eliminato, non è prudente rispondere semplicemente:

“La foto non è più online, quindi il problema non esiste.”

La questione da verificare riguarda anche ciò che è accaduto prima della rimozione.

Quanto può chiedere COPYTRACK?

Qui è necessario distinguere fra la somma richiesta da COPYTRACK e l’ammontare del danno che sarebbe eventualmente riconosciuto in sede giudiziaria.

Non sono necessariamente la stessa cosa.

COPYTRACK spiega che, per determinare le proprie richieste, può prendere in considerazione elementi come:

valore di precedenti vendite dell’immagine;

prezzo di mercato di immagini comparabili;

Paese nel quale l’immagine è stata utilizzata;

  • tipo di utilizzo;
  • durata;
  • dimensioni;
  • costi di ricerca;
  • spese legali.

La normativa europea sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale prevede effettivamente che, quando un’autorità giudiziaria determina il risarcimento, possa tenere conto di diversi elementi, fra cui le conseguenze economiche negative, il mancato guadagno e i benefici ottenuti dall’autore della violazione.

In alternativa, in particolari casi, il danno può essere determinato anche sulla base di una somma forfettaria collegata, almeno, alle royalty o ai diritti che sarebbero stati dovuti per ottenere l’autorizzazione.

Questo però non significa che la cifra indicata in una email COPYTRACK sia automaticamente il prezzo del copyright stabilito dalla legge italiana.

È una pretesa economica che va analizzata sulla base della situazione concreta.

Una questione molto importante: il procedimento dell’AGCM

COPYTRACK è stata oggetto in Italia di un procedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), denominato PS12629 COPYTRACK – Vendita licenze diritto d’autore.

Il procedimento è particolarmente interessante perché riguarda proprio il modo in cui le richieste venivano presentate ai destinatari.

L’AGCM aveva contestato, fra le altre cose:

modalità comunicative ritenute idonee a indurre i destinatari a concludere transazioni onerose;

  • la completezza delle informazioni sulla titolarità delle immagini,
  • sul mandato ricevuto e sulla base delle pretese;
  • mancata indicazione di alcune possibili eccezioni e limitazioni al diritto d’autore;
  • ricorso a riferimenti normativi stranieri che potevano contribuire a generare timore di azioni legali all’estero.

L’Autorità ha inoltre rilevato che le richieste erano rivolte anche ad amministratori di siti personali e microimprese.

Come si è concluso il procedimento?

Qui è fondamentale essere precisi.

Il procedimento non si è concluso con una sanzione né con un accertamento dell’infrazione.

L’AGCM ha invece accettato gli impegni presentati da COPYTRACK e li ha resi obbligatori, chiudendo il procedimento senza accertare l’infrazione.

Gli impegni prevedevano, tra le altre cose:

  • criteri più restrittivi nella selezione dei casi italiani;
  • rinuncia a perseguire determinate posizioni relative a pagine web prive di immediata finalità commerciale, quando attribuibili a consumatori o microimprese;
  • prima comunicazione italiana finalizzata alla richiesta di informazioni e chiarimenti;
  • successiva eventuale comunicazione con la quantificazione della pretesa;
  • indicazione dei criteri utilizzati per calcolare il danno;
  • maggiore trasparenza sulle basi normative e sul mandato;
  • possibilità di presentare non soltanto una licenza, ma anche altre giustificazioni legali;
  • termine più ampio per rispondere alla prima richiesta.

L’AGCM ha considerato questi impegni idonei a rimuovere le criticità oggetto dell’istruttoria.

Questo è un punto importante per chi riceve oggi una comunicazione COPYTRACK in Italia: la richiesta non dovrebbe essere affrontata come un semplice “paga oppure rischi una causa”, senza prima comprendere chi rivendica il diritto, sulla base di quale titolo, quale utilizzo viene contestato e come è stata determinata la somma.

COPYTRACK può chiedermi di dimostrare che avevo una licenza?

Sì, e questo è uno dei passaggi centrali dell’intera procedura.

Se sostieni di avere avuto una licenza, è nel tuo interesse fornire documentazione che permetta di verificarla.

Ma attenzione a un’altra semplificazione:

non avere una fattura non significa necessariamente non avere avuto il diritto di utilizzare un’immagine.

Potresti aver ottenuto l’autorizzazione:

  • attraverso un contratto;
  • tramite un abbonamento;
  • attraverso una licenza Creative Commons;
  • direttamente dall’autore;
  • tramite il committente;
  • tramite l’agenzia che ha realizzato il sito;
  • attraverso un’altra forma di autorizzazione.

Per questo è importante ricostruire l’intera storia dell’immagine prima di rispondere.

E se il sito è stato realizzato da un’agenzia?

Questo è un caso tutt’altro che raro.

Immaginiamo che un’azienda abbia commissionato il proprio sito a un’agenzia web e che, qualche anno dopo, riceva una contestazione relativa a una fotografia.

Non è sufficiente pensare:

“Non l’ho scelta io: è stata l’agenzia.”

Bisogna recuperare il contratto, le email e la documentazione relativa alla realizzazione del sito e verificare chi aveva il compito di procurare le licenze delle immagini.

È quindi molto utile conservare nel tempo anche la documentazione relativa agli asset utilizzati da fornitori esterni.

Cosa fare quando arriva una richiesta COPYTRACK

Una procedura prudente può essere questa.

1. Non ignorare la comunicazione

Leggi attentamente la contestazione e verifica quale immagine viene indicata.

Non è però necessario trasformare la semplice ricezione della comunicazione in un’ammissione di responsabilità.

2. Salva tutta la documentazione

Conserva:

  • email;
  • screenshot;
  • URL;
  • fotografia contestata;
  • eventuali dati indicati da COPYTRACK;
  • data della contestazione;
  • eventuali comunicazioni successive.

3. Verifica la fotografia

Accertati che sia effettivamente quella utilizzata sul tuo sito e ricostruisci, per quanto possibile, quando è stata pubblicata.

4. Cerca la licenza

Controlla vecchie email, fatture, account di banche immagini, abbonamenti e archivi.

5. Verifica chi aveva inserito l’immagine

Potrebbe essere stata pubblicata da:

  • te;
  • un collaboratore;
  • agenzia;
  • webmaster;
  • agenzia di comunicazione;
  • precedente proprietario del sito.

6. Verifica il titolo di COPYTRACK

Controlla le informazioni relative al mandante e al mandato disponibili nella documentazione della pratica.

7. Verifica la base della richiesta economica

Se viene richiesto un pagamento, cerca di capire come è stato calcolato e a cosa si riferisce esattamente.

8. Solo dopo valuta come rispondere

Se esiste una licenza, invia la documentazione.

Se ritieni che esista un’altra ragione per cui l’utilizzo fosse lecito, esponila.

Se invece emerge che l’immagine è stata effettivamente utilizzata senza autorizzazione, può essere opportuno valutare la situazione con un professionista prima di assumere una posizione definitiva.

Gli errori da evitare

“Pago subito per chiudere la questione”

Non è necessariamente la scelta migliore.

Prima bisogna capire se la richiesta è fondata e se l’importo è adeguatamente giustificato.

“Non pago niente perché è solo una email”

Errore opposto.

Una comunicazione stragiudiziale non è una sentenza, ma non significa che possa essere ignorata.

COPYTRACK dichiara espressamente di poter ricorrere a professionisti legali locali quando non viene raggiunto un accordo.

“Ho cancellato la foto, quindi è finita”

Non necessariamente: la rimozione interrompe l’utilizzo, ma non cancella automaticamente il passato.

“C’era il nome dell’autore”

Il credito fotografico non equivale automaticamente a una licenza.

“L’ho trovata su Google”

Google è uno strumento di ricerca, non una banca immagini che concede automaticamente diritti di utilizzo.

“L’agenzia che mi ha fatto il sito avrà avuto la licenza”

Forse. Ma bisogna verificarlo.

“COPYTRACK ha ragione perché lo dice nella email”

Neppure questo è corretto.

La richiesta va verificata, così come devono essere verificati il titolo, i diritti fatti valere, le circostanze dell’utilizzo e la quantificazione economica.

Un’ultima distinzione fondamentale: richiesta economica ≠ sentenza

Questo è probabilmente il concetto più importante da ricordare.

Una comunicazione COPYTRACK può contenere una richiesta di pagamento, una proposta transattiva o un’offerta di licenza successiva.

Non è automaticamente una decisione giudiziaria che abbia già stabilito che tu devi pagare quella specifica cifra.

D’altra parte, questo non significa che la richiesta sia priva di valore o che il diritto del titolare non esista.

La posizione corretta sta nel mezzo:

verificare, documentare, rispondere e soltanto dopo decidere.

E se non ho conservato la documentazione della licenza?

È una delle situazioni più problematiche.

Per questo il caso COPYTRACK offre anche una lezione preventiva molto importante per chi gestisce un sito o un blog:

non basta conservare l’immagine. Bisogna conservare la prova del diritto di utilizzarla.

Per ogni immagine ottenuta da terzi sarebbe quindi opportuno archiviare, quando possibile:

  • fonte;
  • autore;
  • data di acquisizione;
  • licenza;
  • fattura o ricevuta;
  • condizioni d’uso;
  • eventuale autorizzazione;
  • URL originario;
  • eventuale screenshot delle condizioni di licenza.

Una piccola cartella organizzata oggi può evitare una ricerca molto più complicata tra qualche anno.

COPYTRACK e il problema delle vecchie immagini online

Questo aspetto è particolarmente importante per blog e siti con un archivio molto ampio.

Un sito online da dieci o quindici anni può contenere centinaia o migliaia di fotografie inserite in epoche diverse, magari da persone diverse e con procedure che oggi non vengono più utilizzate.

È proprio in questi archivi che il rischio può essere maggiore.

Una fotografia pubblicata molti anni fa può essere ancora presente:

  • in vecchi articoli;
  • negli archivi del blog;
  • nelle pagine categoria;
  • nei risultati di ricerca;
  • nelle immagini correlate;
  • nei backup;
  • in versioni mobili o AMP;
  • in vecchie landing page.

Per questo una bonifica preventiva dell’archivio immagini può essere una buona strategia.

Non significa eliminare indiscriminatamente tutto.

Significa classificare le immagini in base alla documentazione disponibile e al rischio.

Semplice classificazione del rischio

Per una prima verifica interna, si può utilizzare uno schema molto semplice.

🟢 Basso rischio

Immagini:

  • realizzate internamente;
  • acquistate con licenza documentata;
  • accompagnate da un’autorizzazione scritta;
  • utilizzate nel rispetto di una licenza chiaramente verificata.

🟡 Rischio da verificare

Immagini:

  • acquistate molti anni fa ma senza documentazione immediatamente reperibile;
  • fornite da un’agenzia;
  • provenienti da vecchi archivi aziendali;
  • pubblicate da collaboratori;
  • distribuite con condizioni di licenza non più facilmente verificabili.

🔴 Alto rischio

Immagini:

  • trovate casualmente su Google;
  • scaricate da altri siti;
  • copiate dai social;
  • prive di fonte;
  • prive di licenza;
  • accompagnate soltanto dal nome dell’autore;
  • utilizzate senza sapere chi sia il titolare.

In quest’ultimo caso, se l’immagine non è indispensabile, valutare la rimozione preventiva può essere prudente.

Naturalmente, rimuoverla oggi non cancella automaticamente l’eventuale utilizzo passato: serve soprattutto a interrompere il rischio futuro e a mettere ordine nell’archivio.

COPYTRACK è l’unica società che opera in questo modo?

No. COPYTRACK è uno dei soggetti che si occupano di monitoraggio e gestione delle contestazioni relative all’uso non autorizzato di immagini. Un altro nome che può comparire nelle comunicazioni ricevute da proprietari di siti e blog è PicRights ma anche altri, guarda qui.

In conclusione: cosa significa davvero ricevere una richiesta COPYTRACK?

La risposta non è né “devi pagare” né “puoi ignorarla”.

La risposta è:

devi verificare.

Verificare la fotografia, il titolare dei diritti, il mandato, la licenza, il periodo di utilizzo, le circostanze della pubblicazione e la quantificazione della richiesta.

La normativa sul diritto d’autore tutela effettivamente le fotografie e l’utilizzo non autorizzato può avere conseguenze economiche. Ma la concreta esistenza della violazione e l’entità dell’eventuale risarcimento sono questioni che devono essere valutate sulla base del caso concreto.

E il procedimento italiano dell’AGCM rende ancora più evidente l’importanza di non affrontare la questione in modo automatico: le comunicazioni devono essere sufficientemente trasparenti e il destinatario deve poter comprendere su quali basi viene formulata la contestazione e quali possibilità di difesa esistono.

La regola più prudente, quindi, è semplice: non ignorare una richiesta COPYTRACK, ma non pagarla neppure alla cieca. Prima ricostruisci la storia dell’immagine e verifica i tuoi diritti.

FAQ: le domande più frequenti su COPYTRACK

COPYTRACK è una società vera?

Sì. COPYTRACK GmbH ha sede a Berlino e opera nella tutela dei diritti sulle immagini online.

COPYTRACK può chiedere un risarcimento per una foto pubblicata sul mio sito?

Può avanzare una richiesta per conto del titolare dei diritti. La fondatezza e la quantificazione della pretesa devono però essere valutate in relazione al caso concreto.

Se cancello la foto, devo comunque pagare?

La rimozione non cancella automaticamente l’eventuale utilizzo passato. Può quindi rimanere una questione relativa al periodo precedente alla rimozione.

Se ho acquistato la fotografia da una banca immagini cosa devo fare?

Recupera la prova della licenza e verifica che coprisse il tipo di utilizzo effettuato. È opportuno inviare la documentazione quando viene richiesta.

Ho trovato la fotografia su Google: posso utilizzarla?

No, non per il solo fatto di averla trovata attraverso Google. La presenza online di un’immagine non significa che sia libera da diritti.

Basta citare il nome del fotografo?

No. L’attribuzione dell’autore e il diritto di riprodurre la fotografia sono questioni differenti.

COPYTRACK può procedere per vie legali?

COPYTRACK dichiara di poter affidare i casi non risolti a professionisti legali nei Paesi interessati. Una richiesta stragiudiziale, tuttavia, non equivale a una sentenza.

L’AGCM ha stabilito che COPYTRACK opera illegalmente?

No. Il procedimento AGCM del 2023-2024 si è concluso con l’accettazione di impegni e senza accertamento dell’infrazione. Gli impegni sono stati resi obbligatori e hanno riguardato, tra l’altro, trasparenza delle comunicazioni, modalità di gestione delle contestazioni e criteri di selezione dei casi.

Se non sono sicuro della richiesta, devo rivolgermi a un avvocato?

Se la somma richiesta è significativa, se non riesci a ricostruire la licenza o se la questione presenta aspetti controversi, è prudente valutare un parere professionale prima di assumere una posizione definitiva.

NOTA

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. In presenza di una contestazione concreta, soprattutto se accompagnata da una richiesta economica rilevante o da iniziative legali, è opportuno rivolgersi a un professionista qualificato.

A cura di Raffaele Magrone

Immagine in apertura: foto di Jakub Zerdzicki per uso gratuito scaricata in data 11/08/2026 da Pexels

11 Agosto 2026
  • 0
Category: Copyright

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.

Strumenti musicali in comodato d’uso gratuito!

Guarda ora quali puoi avere: