Canto per bambini e mamme

Fin dai primi giorni di vita, tra la madre e il bambino si instaura un vero e proprio linguaggio musicale. Questo accompagna la loro relazione nei primi, fondamentali, anni di scoperta del mondo.

Come cambia la voce degli adulti verso i neonati

Gli adulti, in modo del tutto naturale, quando interagiscono con un neonato, utilizzano una determinata maniera di parlare e rivolgersi a loro.

Essa consiste in “un’enfatizzazione del linguaggio che viene musicalizzato, per facilitare la comprensione e la comunicazione con il piccolo” (J.G.Carnicer, C.C. Garrido, 2006).

I canti per bambini che caratteristiche hanno

Questa modalità viene chiamata Baby talk o “motherese” e le sue caratteristiche secondo Pouget (1999) sono:

  • tono di voce più alto (dai 3 ai 4 semitoni);
  • enfatizzazione delle linee melodiche;
  • tempo più lento;
  • profilo melodico più semplice, a forma concava ascendente (stimolante) o discendente (rilassante);
  • ritmo più regolare;
  • espressione vocali più brevi, soprattutto monosillabi;
  • ripetizioni più numerose;
  • vocali prolungate in modo significativo, come nel canto.

Tale modalità di parlare stimola e insegna al bambino l’uso e i contenuti principali della lingua materna.

Per stimolare la sua musicalità è ugualmente appropriato l’uso di canti infantili e di canzoncine per il movimento.

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Tipi di canto indicati per i bambini

In questo contesto, un’importanza particolare viene assegnata alle NINNE-NANNE, che costituiscono un genere di canti comune all’interno della canzone popolare e rivestono alcune caratteristiche specifiche:

  • il tempo è lento;
  • il metro solitamente binario, il che facilita il dondolio destra/sinistra per cullare il bebè;
  • il ritmo risulta regolare, senza cambiamenti;
  • l’intensità generalmente risulta pianissimo o piano (per indurre il rilassamento);
  • la struttura è ripetitiva, sia nel testo che nella melodia, il che facilita le variazioni di tipo espressivo e infine
  • l’esecuzione è generalmente priva di accompagnamento strumentale.

Funzione della ninna nanna

La funzione della ninna-nanna è quella di mantenere e rafforzare un’intensa comunicazione, grazie alla vicinanza corporea con il bebè durante il canto.

Sebbene sia un genere musicale presente in tutte le culture, la nostra civiltà non potenzia eccessivamente questo tipo di memoria popolare. Nonostante ciò, tuttavia, il loro utilizzo permane e per fortuna sopravvive anche presso le nuove generazioni di mamme.

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È stato constatato come un uso adeguato di ninne-nanne in momenti di intimità con il neonato rafforzi la comunicazione tra i due e aiuti a creare un clima rilassato e di fiducia.

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In che modo cantare ai bambini

Sono preferibili modelli sonori quali humming (mormorio), sillabe neutre (senza senso compiuto), figure onomatopeiche.

Canzoni per bambini o play songs

Per quanto riguarda le canzoni infantili o play songs (canti-gioco) la vastità a nostra disposizione permetterà di selezionare quelle più appropriate a ogni momento della giornata: durante la sveglia, i pasti, il bagnetto, i giochi, ecc..

Ogni categoria presenta caratteristiche diverse di tempo, stile, articolazioni e carattere, che danno vita a una diversa intenzione espressiva.

Di solito il canto delle play songs inizia dopo quello delle ninne-nanne, nel corso dello sviluppo del neonato, ma rimane presente per maggiore tempo. Possono essere un importante veicolo di acculturazione, fornendo una transizione dal mondo di intimità e protezione dei canti eseguiti singolarmente, al più ampio mondo dei giochi interpersonali (Trehub, 1998).

A cosa serve il canto per i bambini

Le funzioni del canto rivolto al bambino sono:

  • attrarre l’attenzione del neonato verso la persona che si prende cura di lui. Musicalmente questo si realizza grazie alla preferenza dei bambini verso l’intonazione più acuta, la prosodia del linguaggio, l’allungamento delle vocali; sono importanti anche l’accentuazione (lunghezza e intensità delle sillabe accentuate), il tempo e la lunghezza delle vocali;
  • svolgere funzioni legate alla comunicazione emozionale e alla regolazione dello stato del bambino. Non è facile analizzare il contenuto emozionale di un canto: gli aspetti emotivi si manifestano attraverso cambiamenti nel sistema nervoso autonomo. Questi cambiamenti coinvolgono la muscolatura interessata nella vocalità e conducono a differenze acustiche percepite nella espressione delle emozioni;
  • istruire il bambino rispetto a strutture di modelli acustici, ad esempio la struttura della frase, del ritmo, dei raggruppamenti. Ci si aspetterebbe a tale scopo che le mamme cantando intuitivamente esagerino la struttura della canzone: ciò accade infatti con il songese (equivalente nel canto del motherese).

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Come cambia il canto della mamma

Trehub per prima, nel 1993, dimostrò che il canto della mamma si modificava se ella cantava in presenza o meno del suo bambino (così come accade per il motherese); e questo sia per una mamma di lingua inglese, che per una di lingua hindi, dunque mamme appartenenti a culture diverse.

Durante il primo anno di vita, l’evoluzione musicale del neonato è davvero sorprendente e la tabella (J. Lacàrcel, 1995) seguente riporta l’evoluzione delle sue abilità sonore dalla nascita al primo anno di vita.

Sviluppo abilità sonore e uditive del bambino

Età Sviluppo uditivo
0-3 mesi • Sobbalza per un forte rumore
• Distingue e riconosce le voci più familiari: quella della madre fin dal principio, un po’ più tardi quella del padre
• La voce della madre lo calma
4-6 mesi • Si diverte con giocattoli che suonano
• Gira la testa cercando la persona che parla
• Procede tra gorgoglii, lallazioni e prime vocalizzazioni
• Riconosce intenzioni espressive della voce
7-10 mesi • Si volta quando qualcuno dice il suo nome
• Realizza i primi tentativi di canto
• Dà significato alle parole
10-12 mesi • Risponde quando sente il suo nome
• Segnala oggetti o persone quando glieli si indica
• Riproduce e imita suoni semplici
• Comincia a emettere le prime lallazioni semplici

A cura di Giulia Castorina

24 Ottobre 2023
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