Diaframma nel canto

Quando nel canto si fa riferimento al diaframma e alla respirazione diaframmatica, con immancabile e immediata ricerca di esercizi e tutorial vari su come fare, ci sono insegnanti che preferiscono non metterlo troppo al centro del discorso, lavorando piuttosto su immagini più concrete a cui ogni persona può fare riferimento (in genere con idee e concetti esterni al corpo), e altri che provano invece a stare su una dimensione più corporea.

In questo articolo proviamo a dare qualche utile informazione in entrambi i casi. Qui invece un articolo sulle canzoni femminili più belle di sempre.

Il diaframma è il principale muscolo respiratorio del corpo umano; è un muscolo largo, sottile e a forma di cupola, grazie all’intreccio delle fibre tendinee.

Dove si trova il diaframma?

È posizionato tra la cavità toracica (il petto) e quella addominale (la pancia). Separa la parte superiore del corpo, dove sono situati il cuore e i polmoni, dalla parte inferiore, dove invece si trovano i visceri (intestino, ecc).

Il diaframma è un muscolo volontario o involontario?

Ecco una particolarità unica di questo organo, che è controllato sia dal sistema nervoso autonomo che da quello centrale: funziona cioè in modo ritmico come un muscolo involontario, ma la sua azione può anche essere modificata in modo volontario.

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In particolare la fase di inspirazione e la consapevolezza dell’azione con cui si inspira, quindi si prende aria dall’esterno, è quella determinante per lavorare correttamente anche ad esempio quando si parla in pubblico, si canta o si suona uno strumento a fiato.

A cosa serve il diaframma?

Oltre che a migliorare le performance musicali e a svolgere in modo sano e corretto tante attività nelle quali usare bene la voce o comunque veicolare l’aria efficacemente, il diaframma si attiva anche in normali atti del nostro corpo, a cominciare da quando ci parte spontanea una grossa risata oppure quando in senso ironico ci sforziamo di sorridere in modo quasi forzato o provocatore.

È altresì protagonista di funzioni e azioni come il singhiozzo, la defecazione oppure la minzione forzata, così come in caso di vomito, parto e altro sforzo fisico importante. Di conseguenza, se il diaframma è bloccato, infiammato o comunque il suo funzionamento non è regolare, l’intero organismo può in qualche modo risentirne.

Come avviene la respirazione diaframmatica?

Vediamo in queste immagine cosa succede durante l’inspirazione.

Il diaframma si contrae e si abbassa. In questo modo aumenta il volume della cavità toracica e si riduce la pressione intratoracica, mentre i polmoni si espandono.

Per i cantanti e gli strumentisti a fiato in particolare, il diaframma è fondamentale, perché la respirazione che viene considerata funzionale è nello specifico quella costo-diaframmatica. Essa infatti permette di sfruttare al massimo la capacità polmonare.

Come capire se il respiro avviene correttamente con il diaframma?

Questa la risposta in poche parole: se quando respiriamo, ad esempio osservandoci allo specchio, notiamo che le nostre spalle si alzano, vuol dire che non stiamo usando questo tipo di respirazione, ma quella costale superiore, che può facilmente portare a contrazioni all’altezza della gola.

Se la respirazione costo-diaframmatica viene utilizzata correttamente, consente invece una migliore gestione del fiato durante l’emissione vocale, grazie a una dinamica di appoggio e sostegno dell’aria.

In cosa consiste l’appoggio diaframmatico

Per appoggio diaframmatico s’intende quella manovra secondo la quale il diaframma si “rilassa” durante la fuoriuscita del fiato e il cantante, volendo aumentare la durata dell’espirazione, deve necessariamente limitare la risalita del diaframma, contraendolo.

Detto in altre parole, durante l’appoggio il diaframma si contrae, quindi va dall’alto verso il basso. Questa azione è possibile grazie ai muscoli intercostali che mantengono ampio il diaframma (come la pelle di un tamburo ben tirata) e ne controllano la spontanea tendenza a risalire.

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In che modo aumenta l’intensità del suono

È interessante sapere in che modo la contrazione del diaframma, durante l’espirazione, causi un aumento di pressione sottoglottica che indirettamente provoca un aumento dell’intensità del suono. Ciò vuol dire che l’appoggio diaframmatico è utile sia per aumentare la durate dell’espirazione che per aumentare l’intensità del suono!

Sostegno diaframmatico

Per definizione, se ci appoggiamo su qualcosa è perché c’è qualcosa che ci sostiene, ecco perché già durante l’attacco del suono, oltre all’appoggio è presente un grado minimo di sostegno. Dato che l’azione di appoggio va dall’alto verso il basso, per controbilanciare questa azione è necessaria una contrazione dei muscoli addominali.

Ecco quindi che subentra l’azione del sostegno diaframmatico, cioè la capacità di bilanciare la spinta verso il basso del diaframma sui visceri ed evitare i rischi di un eccessivo appoggio.

Basti pensare all’etimologia dei due termini: sostegno indica una forza che va dal basso verso l’alto e sostiene qualcosa che sta scendendo verso il basso, l’appoggio è invece un qualcosa che è fermo in un punto e saldamente fa da sostegno a un’azione in corso.

Nel dettaglio però, anche se l’aggettivo diaframmatico viene usato in entrambi i casi, in realtà assume un significato diverso: l’appoggio è compiuto DAL diaframma, mentre il sostegno è offerto AL diaframma.

Diaframma e muscoli addominali nel canto

Questo il mix perfetto per immaginare una corretta tecnica di respirazione: il diaframma produce l’appoggio, i muscoli addominali producono il sostegno, il diaframma si appoggia e viene sostenuto dai muscoli addominali.

Oltre a conoscere la teoria e le definizioni di diaframma e tutto il suo meccanismo, è naturalmente necessario anche possedere la consapevolezza della propria postura diaframmatica e capire come utilizzarlo.

Esercizi per il diaframma nel canto

La prima cosa da fare è, a partire già da tutta la faccia, accertarsi che i propri muscoli respiratori siano elastici e in buone condizioni, infatti qualsiasi manovra di appoggio che viene compiuto grazie alla contrazione di questi muscoli, risulterà limitata se questi muscoli sono già contratti.

Quindi prima di tutto bisogna ricordare bene: per una buona emissione vocale, il nostro corpo deve essere ben rilassato in ogni parte, mai contratto!

Cosa fare per rilassare il diaframma?

Prima di tutto, con le braccia libere ai lati del corpo, lasciandole quasi ciondolare, è bene sciogliersi mediante delle semplici rotazioni del busto a destra e sinistra, per qualche minuto.

Quindi, per prendere consapevolezza del corpo, appoggiare tutte e due le mani sull’addome e far partire una profonda inspirazione, cercando con questa di gonfiare l’addome. Si può anche restare in questa posizione qualche secondo, per poi passare all’espirazione che in modo naturale svuoterà l’addome.

Provate ad accompagnare questa fase di svuotamento dell’addome con una leggera contrazione dei muscoli addominali. Pochi minuti al giorno di questo esercizio possono in poco tempo darci una maggiore sicurezza su questa componente essenziale della respirazione.

Esercizi per “trovare” il diaframma

Ecco di seguito alcuni esercizi per “trovare” il proprio diaframma e capire bene come utilizzarlo.

  • Puoi sdraiarti a terra, in posizione supina. Rilassati e posiziona un peso (non troppo gravoso ma nemmeno troppo leggero, ad esempio un libro) sotto le ultime costole, sopra l’ombelico. Successivamente posiziona una mano sul libro e una sul tuo petto. Prova a respirare normalmente e in un secondo momento cerca di concentrarti nel non espandere il tuo torace, ma solo a provare ad alzare il tuo libro. Ecco che il tuo diaframma sarà in azione.
  • Alzati in piedi e assumi una posizione naturale, con le ginocchia leggermente flesse. Rilassati e non irrigidirti; prendi fiato ed emetti un suono con una vocale, cerca di capire da dove proviene questo suono, dal naso, dal petto o dalla gola. Successivamente prendi fiato con il diaframma (quindi stai attento a non alzare le spalle, devi sentire che la tua pancia si sta “gonfiando”) ed emetti lo stesso suono. È cambiato qualcosa? Se hai eseguito una respirazione corretta, ti accorgerai che la tua voce risulta più calda e che non ti stai sforzando.

A cura di Giulia Castorina

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26 Febbraio 2025
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Category: Tecnica vocale

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